Speranza: Intervento in consiglio comunale per la presentazione del Piano Strutturale Metropolitano

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Sono convinto che questo momento sia importante per il nostro Consiglio Comunale e, più in generale, per la nostra comunità, la comunità di Potenza, e la comunità di area vasta dei dieci Comuni che hanno aderito al Piano Strutturale Metropolitano. Penso che siamo di fronte ad uno di quei provvedimenti per i quali, quando guarderemo a questi giorni da lontano, con il passare degli anni, ci renderemo conto che c'è un passaggio storico epocale, il tentativo di costruzione di una dimensione di città migliore e più capace di rispondere alle ansie, alle sfide che la nostra comunità ci prospetta. 

E' giusto che il Consiglio Comunale, così come ha già fatto la Commissione, sia protagonista fino in fondo di questa discussione. Io voglio partire proprio da qui, dalla necessità che proprio dentro questa discussione nostra, del Consiglio Comunale, possano nascere, vivere ed essere condivisi gli orientamenti più profondi che ci hanno portato alla stesura del Piano Strutturale Metropolitano e che da qui possano anche arrivare proposte, critiche, momenti di innovazione, contributi capaci di rendere prima il documento preliminare e poi il Piano Strutturale definitivo il più possibile positivi ed utili alle sfide a cui noi vogliamo provare a rispondere. Quindi io credo che ci sia ancora uno spazio enorme per il lavoro di ciascuno dei consiglieri per provare a dare un contributo e a vivere fino in fondo questo documento. 

Quello che noi approviamo oggi è semplicemente il documento di sintesi per la redazione del documento preliminare, cioè oggi noi, di fatto, avviamo una discussione. Il Consiglio ne deve essere consapevole fino in fondo perché - lo dico, a maggior ragione, avendo vissuto per cinque anni l'esperienza di consigliere - è giusto che fino in fondo qui stiano le riflessioni, le discussioni che ci porteranno, poi, al documento definitivo, senza prescindere dal ruolo importante della Commissione che Beniamino Straziuso sta guidando utilmente esattamente in questa direzione. 

Il Piano Strutturale Metropolitano è un’idea molto forte; io credo che rappresenti, probabilmente, l'idea più importante e più decisiva che noi mettiamo in campo in questo inizio di consiliatura. E' un’idea sulla quale si ragiona già dalla scorsa consiliatura, ed è un’idea la cui paternità voglio riconoscere, in maniera preliminare, al sindaco Santarsiero, che su questo penso possa scrivere una pagina storica della nostra città. E' il tentativo non facile, non scontato, di costruire una Potenza diversa da come l'abbiamo conosciuta in questi anni; una Potenza non più chiusa in se stessa, non più soltanto cara alla propria identità e volta a conservarla, ma una Potenza che declina un’idea ed una strategia di sviluppo territoriale di area vasta, nella consapevolezza che oggi più che mai la competizione globale non è mai competizione tra singoli attori; le imprese non ce la fanno da sole, la competizione non è mai tra singole imprese, ad esempio, ma è sempre più una competizione tra sistemi territoriali, ed il primo tentativo di questo Piano Strutturale Metropolitano è esattamente quello di rafforzare e di rendere più competitivo il nostro sistema territoriale. 

In questo senso, io vorrei dire una cosa, preliminarmente: il P.S.M., Sindaco, è senz'altro una grande intuizione urbanistica, è senz'altro uno strumento urbanistico, ma io vorrei che esso fosse interpretato e vissuto, prima di tutto in questo Consiglio Comunale, come una straordinaria operazione culturale, come una straordinaria operazione sociale e politica, come il tentativo di leggere questa città fuori dai propri confini; come il tentativo, mai facile, mai scontato, di costruire una città capace di vivere assieme alle aree limitrofe la sfida della complessità dell'epoca in cui noi ci troviamo. 

Questo documento di sintesi penso sia già un passo in avanti importante, un documento che è stato sottoscritto dai dieci Sindaci nel giugno del 2008, e che arriva oggi alla discussione di questo Consiglio per le motivazioni che tutti conoscete, perché nella fase finale della scorsa consiliatura noi abbiamo impiegato larghissima parte del nostro tempo a lavorare sul Regolamento Urbanistico, facendo una scelta amministrativa in tal senso, e poi perché le elezioni amministrative hanno provocato un rallentamento nella nostra azione; eppure questo documento di sintesi credo sia uno strumento prezioso, perché spiega fino in fondo il senso di questa operazione, perché fotografa il quadro di quello che noi siamo, di questi territori, di come stanno insieme da vari punti di vista - e proverò a dire qualcosa di più specifico -, e perché, come ho detto anche in Commissione, rappresenta una traccia aperta sulle scelte che dentro il P.S.M. dovremo operare ed entro le quali – lo ribadisco - questo Consiglio Comunale dovrà con forza, con il proprio lavoro, provare a determinare un orientamento sempre più chiaro. 

Dentro il documento di sintesi oggi all'attenzione del Consiglio Comunale vengono individuati tre sistemi fondamentali di questa area vasta: il sistema naturale, il sistema insediativo ed il sistema relazionale, ed è esattamente dentro questi tre sistemi che noi dobbiamo immaginare e pensare la Potenza del futuro. 

Io ho condiviso la scelta di definire il sistema naturale ambientale come "invariante", cioè come elemento di base a partire dal quale si declina e si determina tutto il resto. Nell'area del Piano Strutturale Metropolitano, nell'area dei dieci Comuni, ben il 31% della superficie è di tipo forestale e boschivo, eppure soltanto il 9% di questa è configurabile come area protetta. Penso che su questo dobbiamo riflettere e discutere, e capire come questo pezzo centrale, interno, della Basilicata colga la propria potenzialità di tipo naturale/ambientale come una sfida determinante, attorno alla quale, appunto considerandola una invariante, si può costruire il resto e la prospettiva di sviluppo di questa realtà. 

Poi c'è un sistema insediativo sul quale dobbiamo chiaramente ragionare, che è oggetto di tante attenzioni, perché per "sistema insediativo" si intendono le aree residenziali, ma anche quelle produttive e legate ai servizi. Penso che su questo noi, insieme agli altri Comuni, dobbiamo affinare una riflessione, capire come è possibile rendere più uniti questi servizi, polarizzarli; capire come non ha senso replicare gli stessi servizi nei dieci Comuni, ma come, forse, dobbiamo costruire servizi migliori e più accessibili puntando sulle singole realtà. 

Qui il collegamento con l'altra grande questione, la questione relazionale, cioè di come noi uniamo questi comuni al loro interno ed ancora – cosa, io dico, perfino più importante - come uniamo la nostra piccola realtà, la nostra piccola Basilicata, e in particolar modo l'area del Potentino, al resto del Mezzogiorno. Noi dobbiamo ammettere che viviamo ancora una situazione di ritardo, da questo punto di vista; lo dobbiamo ammettere con serenità, guardando senz'altro alle difficoltà di partenza, perché la Basilicata è una piccola area dell'entroterra ed il Potentino vive una difficoltà morfologica di relazione con le altre aree del Mezzogiorno. 

Eppure, qui si declinano alcune esigenze fondamentali: penso alla necessità di collegarsi più velocemente agli altri capoluoghi di regione e di provincia - a Salerno, così come a Bari o a Cosenza -; alla necessità di incentivare il più possibile gli sforzi istituzionali, che pure si stanno facendo, ma anche con ritardo, sulla Lauria-Candela, sul raddoppio della Potenza-Melfi, su quel progetto fondamentale, che non sempre viene discusso fino in fondo, dell’unione tra il mar Ionio ed il mar Tirreno, che è poi l'unione tra due grandi poli strategici, cioè il porto di Taranto ed il porto di Salerno. 

Sono cose che a tratti sembrano lontane e distanti dalla nostra discussione, ma pensare che per unire questi due porti, che tanto significano nell'economia mondiale, l'unico modo è passare esattamente da qui, da quest’area, da Potenza, significa forse cogliere un tentativo lungo di provare a declinare un modello di sviluppo dentro questa area territoriale, con tre obiettivi che vengono riportati molto chiaramente nel documento di sintesi, tre obiettivi fondamentali: noi dobbiamo rendere il nostro territorio più attraente, più connesso e più unitario, diciamo in questo documento, insieme alle altre Amministrazioni. 

Più attraente, per provare a trasformare quella che può essere una debolezza atavica in opportunità; più connesso, per dare l’opportunità ad una dimensione demografica che è ancora bassissima, come quella della nostra area interna, di legarsi, di stare con gli altri. E poi, più unitario: questa è una sfida non facile, perché è probabilmente quella più ambiziosa del nostro Piano Strutturale Metropolitano, cioè immaginare questa area come un insieme; la capacità di immaginare un destino condiviso, di capire che nessuno sviluppo è possibile dentro ciascuno di questi comuni se non c'è uno sviluppo che riguarda ciascuno di questi comuni. 

Vedete: io penso che questo tema ci consenta, poi, di costruire, immaginare anche uno sviluppo più diffuso per la nostra Basilicata, e su questo alcune cose importanti sono state fatte. Io sono tra quelli che ha condiviso lo spirito della Legge 11 del 2008, che di fatto supera le Comunità Montane ed introduce le Comunità Locali, eppure, da questo punto di vista, io ritengo che come Amministrazione Comunale di Potenza dovremmo sforzarci di discutere ancora con l'Ente Regione, perché la nostra dimensione di Piano Strutturale Metropolitano dentro questo riordino di Enti territoriali non trova una rispondenza. 

I comuni che stanno con noi dentro il Piano Strutturale Metropolitano non fanno nemmeno tutti parte della stessa Comunità Locale, e la divisione delle Comunità Locali non tiene in considerazione la questione del Piano Strutturale Metropolitano. Allora, se io ritengo che sia giusto - e sono convinto che sia giustissimo - un tentativo di urbanizzare maggiormente le nostre aree interne, e penso che su questo terreno l'iniziativa del Piano Strutturale Metropolitano sia probabilmente quella più importante e più significativa, ritengo comunque si debba fare uno sforzo ulteriore per capire come mettere a sistema la nostra iniziativa, l'iniziativa del P.S.M., con quanto si sta costruendo a livello regionale. 

Io penso che sulla base della discussione che il Consiglio Comunale vorrà fare a partire da oggi, a partire dal lavoro che si sta compiendo in Commissione, dobbiamo, nel giro di pochissimo tempo, far pervenire nella stessa Commissione Consiliare le prime bozze del documento preliminare e ritengo ci sia una grande opportunità per tutta la città. Tocca al Consiglio Comunale, insieme alla nostra Amministrazione, provare a cogliere fino in fondo questa opportunità, che significa, secondo me, non accontentarsi di una discussione condotta nelle nostre stanze - anche se questa è l'assise più importante e più decisiva per la nostra città -, ma immaginare di coinvolgere i soggetti sociali, immaginare di parlare con le organizzazioni di categoria, immaginare di chiamare fino in fondo gli ordini professionali a ragionare con noi; spiegare ai cittadini il senso di questa operazione, che, come dicevo prima, è un’operazione anche culturale e sociale; stimolare il più possibile una discussione pubblica.

Io mi sentirei di dire, Sindaco, che noi dobbiamo valorizzare il più possibile anche il rapporto positivo che abbiamo stabilito con le altre Amministrazioni Comunali. Io ho avuto modo, insieme al Sindaco della città di Potenza, di partecipare, il 25 novembre scorso, ad un incontro tra i Sindaci dell'area che riprendeva questa discussione sul P.S.M., ed ho trovato, devo dire, persone accorte, attente fino in fondo, consapevoli della grande sfida che abbiamo di fronte, che ci chiedevano un’accelerazione in positivo che noi dobbiamo saper mettere a valore. Io ritengo che, in maniera anche un po' innovativa, noi dobbiamo provare a sperimentare anche nuove forme dello stare insieme tra queste comunità diverse.

Io penso, ad esempio, Sindaco - mi sento di lanciare oggi questa proposta -, che sarebbe interessante immaginare una assise dei dieci Comuni, con i dieci Consigli Comunali, in cui assieme si discute fino in fondo e si fa capire il senso di questa operazione strategica. Un grande Consiglio Comunale aperto che tenga insieme i dieci Consigli Comunali, che li faccia discutere, confrontarsi; far capire che non è un’operazione burocratica quella messa in campo, non la somma di qualche mappa e di qualche carta, ma il tentativo vero di costruire un futuro per quest'area.

Penso che questo sia il senso della sfida che abbiamo di fronte; noi dobbiamo rafforzarci internamente. Ritengo che l'Ufficio di Piano abbia svolto un lavoro straordinario, che sia stato il vero collante, il vero motore, certo, con le sue consulenze esterne, con la sua direzione, ma con tante risorse che rappresentano, secondo me, un patrimonio che dobbiamo sforzarci il più possibile di valorizzare e di mettere a disposizione di tutti, perché è giusto che la nostra realtà comunale metta queste risorse a disposizione degli altri nove Comuni.

La politica deve saper condividere questa scelta, condividerla il più possibile con la società, con l'intelligenza di vederla veramente come una scelta decisiva per il futuro, ed in quanto tale, con la capacità - così come è avvenuto, d'altronde, a quel tavolo di dieci Sindaci - anche di superare, nel rispetto delle autonomie, le particolarità dei punti di partenza, delle provenienze politiche e delle appartenenze. A quel tavolo ci sono Sindaci di Comuni guidati da Amministrazioni di Centrodestra, da Amministrazioni di Centro e da Amministrazioni di Centrosinistra, che però tutti insieme sottoscrivono un percorso, decidono di intrattenere una relazione, perché capiscono che, al di là del colore politico, c'è un interesse comune che va sempre e comunque tutelato. Io penso che anche qui, dentro questo Consiglio, bisogna far vivere il più possibile, nell'approccio a questo tema, così come mi pare sia stato fatto anche nei lavori della Commissione, questo tipo di approccio. 

Mi avvio velocemente alle conclusioni, dicendo semplicemente che al Sindaco di questa città - a cui, come dicevo, va riconosciuto il merito di una grande intuizione, di un’intuizione storica - vanno riconosciuti, secondo me fino in fondo, la strategia ed il compito di assicurare continuità e forza a questo progetto, al quale ha lavorato anche l'assessore Singetta - e voglio qui ringraziarlo - nella scorsa consiliatura. Al Sindaco tocca dare forza più di ogni altro a questo progetto, insieme a voi, insieme alla Giunta, insieme al Consiglio Comunale. 

Quanto a me, dentro la nuova e diversa funzione che la politica mi ha voluto assegnare negli ultimi giorni, e che di qui a poco mi porterà - con rammarico, anche - a lasciare il ruolo importante di Assessore all'Urbanistica del Comune di Potenza, continuerò a sostenere, esattamente da quella postazione, questo progetto, nella piena consapevolezza, nella consapevolezza assoluta, che non ci può essere alcuno sviluppo della Basilicata senza uno sviluppo fondamentale della nostra città. 

 

 

 

 
Partito
FotoRoberto